Rigenerazione Ossea per Impianti: Quando Serve
Rigenerazione ossea: rendere possibile l'impossibile in implantologia
Uno dei requisiti fondamentali per il successo di un impianto dentale è la presenza di un volume osseo adeguato nel sito in cui verrà posizionato. Tuttavia, la perdita dei denti, le infezioni parodontali e il naturale riassorbimento osseo che segue le estrazioni possono ridurre significativamente la quantità di osso disponibile. In questi casi, le tecniche di rigenerazione ossea rappresentano la soluzione per restituire al paziente la possibilità di ricevere impianti dentali stabili e duraturi.
Perché l'osso si riassorbe
L'osso alveolare, ovvero l'osso che sostiene i denti, ha bisogno della stimolazione meccanica prodotta dalla masticazione per mantenersi in salute. Quando un dente viene estratto o perso, questa stimolazione viene meno e l'osso inizia a riassorbirsi progressivamente. Il processo è particolarmente rapido nei primi sei-dodici mesi dopo l'estrazione e può continuare negli anni successivi.
Anche le malattie parodontali (piorrea) causano la distruzione dell'osso che circonda i denti, creando difetti ossei che possono rendere impossibile il posizionamento di impianti senza un intervento rigenerativo preliminare.
Le tecniche di rigenerazione ossea
La moderna chirurgia rigenerativa offre diverse soluzioni, ciascuna indicata per situazioni cliniche specifiche:
- Rigenerazione ossea guidata (GBR): utilizza membrane e biomateriali per guidare la ricrescita dell'osso nel difetto. È la tecnica più diffusa per difetti ossei di entità moderata.
- Innesti ossei autologhi: prelievo di osso dal paziente stesso (generalmente dal ramo mandibolare o dalla zona mentoniera) per ricostruire difetti più importanti. Offre i migliori risultati biologici.
- Rialzo del seno mascellare: tecnica specifica per l'arcata superiore posteriore, dove il seno mascellare limita l'altezza ossea disponibile. Consente di creare lo spazio necessario per impianti di lunghezza adeguata.
- Split crest: tecnica che espande un cresta ossea troppo sottile, creando lo spazio per inserire impianti di diametro adeguato.
I biomateriali utilizzati
Oltre all'osso autologo, la rigenerazione ossea può avvalersi di diversi biomateriali:
- Osso eterologo di origine bovina o equina, deproteinizzato e sterilizzato
- Osso omologo di banca, proveniente da donatori
- Materiali sintetici a base di fosfati di calcio o idrossiapatite
- Membrane in collagene riassorbibili o membrane in PTFE non riassorbibili
La scelta del biomateriale dipende dalla sede e dall'entità del difetto, dalle condizioni cliniche del paziente e dall'esperienza del chirurgo.
Tempistiche e risultati
La rigenerazione ossea richiede un periodo di guarigione che varia generalmente dai quattro ai nove mesi prima di poter procedere con l'inserimento degli impianti. In alcuni casi, è possibile posizionare gli impianti contestualmente alla rigenerazione, riducendo le tempistiche complessive del trattamento.
I risultati della rigenerazione ossea moderna sono estremamente predicibili quando l'intervento viene eseguito con le corrette indicazioni e da professionisti esperti. Per i pazienti di Monterotondo e dell'area di Roma Nord che si sono sentiti dire che non hanno osso sufficiente per gli impianti, le tecniche rigenerative possono aprire nuove possibilità. Una valutazione implantologica approfondita è il primo passo per esplorare le opzioni disponibili.



