Acufeni e ATM: quando il ronzio nasce dalla mandibola

Gli acufeni, comunemente descritti come ronzii, fischi o fruscii percepiti in una o entrambe le orecchie in assenza di fonti sonore esterne, rappresentano un disturbo che colpisce una quota rilevante della popolazione. Ciò che molti pazienti e anche alcuni medici non considerano è che una percentuale significativa di acufeni ha origine da disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare e dell'apparato masticatorio.

La vicinanza anatomica tra ATM e orecchio

L'articolazione temporo-mandibolare si trova immediatamente davanti al condotto uditivo esterno, separata dall'orecchio medio da una sottile parete ossea. Questa estrema vicinanza anatomica spiega perché le disfunzioni dell'ATM possano generare sintomi auricolari. In particolare:

  • Il disco articolare dell'ATM è collegato al martello dell'orecchio medio attraverso il legamento disco-malleolare
  • I muscoli masticatori (pterigoidei) condividono l'innervazione con il muscolo tensore del timpano
  • La compressione del condilo mandibolare sulla zona retro-discale ricca di vasi sanguigni può generare un flusso turbolento percepito come acufene

Quando sospettare un'origine mandibolare

Non tutti gli acufeni hanno un'origine temporo-mandibolare. Tuttavia, alcuni elementi clinici possono orientare verso questa ipotesi diagnostica:

  • L'acufene varia di intensità con i movimenti della mandibola o serrando i denti
  • È presente dolore all'ATM o ai muscoli masticatori
  • L'acufene è monolaterale e dallo stesso lato del disturbo mandibolare
  • Sono presenti altri sintomi di disfunzione ATM: click, blocco, cefalea
  • Gli esami audiologici risultano nella norma
  • L'acufene è comparso in concomitanza con un problema dentale o un trattamento odontoiatrico

La diagnosi differenziale

La valutazione di un acufene richiede un approccio multidisciplinare che coinvolga l'otorinolaringoiatra per escludere cause auricolari e lo gnatologo per indagare la componente temporo-mandibolare. L'esame gnatologico prevede la palpazione dei muscoli masticatori, la valutazione della dinamica mandibolare e dell'occlusione, e la correlazione tra le manovre cliniche e la variazione dell'acufene.

Il trattamento gnatologico degli acufeni

Quando viene confermata una correlazione tra acufene e disfunzione ATM, il trattamento gnatologico può produrre risultati significativi. L'utilizzo di un bite personalizzato, progettato per decomprimere l'articolazione e riequilibrare l'occlusione, rappresenta il cardine della terapia. A questo si associano esercizi di rilassamento mandibolare e, nei casi indicati, fisioterapia dell'ATM.

I risultati del trattamento variano in base alla durata e alla severità dell'acufene. I casi di insorgenza recente e con chiara correlazione con la funzione mandibolare rispondono generalmente in modo favorevole, con una riduzione significativa o la scomparsa del sintomo.

Per chi vive a Monterotondo e nell'area di Roma Nord e soffre di acufeni, soprattutto se associati ad altri sintomi mandibolari, una valutazione gnatologica specialistica può rappresentare un'opportunità concreta per affrontare un disturbo spesso considerato intrattabile.